Centro Studi La Runa



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Algiza e la Runa

Con la costituzione del Centro Studi La Runa ci siamo posti traguardi ed obiettivi assai impegnativi, i quali in realtà, in fondo, proprio per questo ci paiono degni di essere perseguiti e per la cui realizzazione ci impegneremo. Con questo primo numero di Algiza, sul cui nome e significato si rimanda all’articolo successivo, abbiamo tentato, tra mille difficoltà e non meno critiche, di approfondire aspetti differenti del campo di interesse e di analisi del Centro Studi, che spaziano dal Tradizionale all’Immaginativo-Simbolico sino al Fantastico, delimitando con attenzione un terreno di confine che può sempre rivelarsi pericoloso qualora vi ci si addentri senza accortezza: quello dello scadimento dell’analisi e dello studio alle forme inferiori di letteratura da romanzetto, di “Best-seller” e di testi (quanti sono, in realtà!) che occupano spazio negli scaffali delle librerie a dispetto del loro livello che definire scadente è elogiare, e tantopiù – ed è qui il pericolo – di considerare alla stessa stregua testi e temi tra loro diversissimi, senza distinguere valore e significato di ogni cosa.

 

L’interesse per la Tradizione e per una visione del mondo e della vita basata sui valori spirituali e non su quelli materiali, per una concezione eroica del vivere in cui l’uomo si realizza quando comprende e “tocca con mano” la sua vera identità non deve scadere in un interesse disordinato per forme distanti ed assolutamente autonome: se in realtà il senso della Tradizione è univoco e risiede al di là delle apparenze e delle diverse contingenze, il pericolo di un improvvisato sincretismo è sempre presente e noi ci dovremo guardare bene dall’accomunare confusamente elementi dalle identità totalmente diverse.

 

Si tratterà, in realtà, di rispettare le identità; e ciò avviene quando ogni cosa è collocata al suo posto, in equilibrio rispetto ad ogni altra, nelle dimensioni dello spazio, del tempo e del significato, in una sorta di “gerarchia sottintesa” che rischia facili fraintendimenti. Per questo, non ci vergogneremo di guardare ambiziosamente molto in alto e di puntare a livelli che possono apparire fuori della nostra portata (e in realtà sono molto più in alto di noi, ma il loro essere in alto è dovuto al fatto che, nella loro altezza, sono polisemici, ossia hanno differenti gradi possibili di comprensione). Per fare un esempio concreto, sarà costantemente presente una terzina della Divina Commedia di Dante, che è certo testo fondamentale per la nostra cultura; e quei versi saranno lasciati soli, per ognuno e senza commenti, affinchè chiunque si approssimi, secondo le sue possibilità, al significato che riuscirà a intuire, ad una profondità diversa da chiunque altro. Come saranno presenti del resto, brani e commenti, testi e pensieri che nella loro diversità daranno immagini nitide, diverse, ciascuna delle quali potrà essere veicolo nella lettura a nuovi spazi e pensieri. Tutto ciò nella direzione di un sostanziale superamento delle barriere costituite dalla diversità, dalla provenienza e dal modo di pensare di ciascuno di noi.

 

Ciascuno di noi è invitato a scrivere, a proporre, a farsi sentire, come più riterrà opportuno: non saranno poste censure ad idee libere. Un sentito ringraziamento, senza fare nomi, va rivolto a coloro i quali hanno collaborato, in modi differenti, alla realizzazione della rivista.

 

* * *

 

Pubblicato col titolo Il bollettino del Centro Studi La Runa in Algiza 1 (1995), p. 3.

Posted by on 1 gennaio 2000.

Categories: Algiza, Italiano

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