6 giugno 1944, sbarco alleato in Normandia: liberazione o conquista dell’Europa?

Francesco Lamendola

Francesco Lamendola, laureato in Lettere e Filosofia, insegna in un liceo di Pieve di Soligo, di cui è stato più volte vice-preside. Si è dedicato in passato alla pittura e alla fotografia, con diverse mostre personali e collettive. Ha pubblicato una decina di libri e oltre cento articoli per svariate riviste. Tiene da anni pubbliche conferenze, oltre che per varie Amministrazioni comunali, per Associazioni culturali come l'Ateneo di Treviso, l'Istituto per la Storia del Risorgimento; la Società "Dante Alighieri"; l'"Alliance Française"; L'Associazione Eco-Filosofica; la Fondazione "Luigi Stefanini". E' il presidente della Libera Associazione Musicale "W.A. Mozart" di Santa Lucia di Piave e si è occupato di studi sulla figura e l'opera di J. S. Bach.

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Una risposta

  1. Simon Friedrich ha detto:

    La "distruzione di Europa" nel senso che qui viene descritto non era da evitare. In un modo o un altro, forze cosmiche la esigono – non perché Europa merita la distruzione ma perché il mondialismo, il livellimento deve diventare appunto mondiale. Il fatto che sono gli Americani, i nuovi Titani, ad essere le sue agenti è secondario.

    Ernst Jünger (Al muro del tempo; Lo stato mondiale) è da leggere per capire meglio, più in profondo.

    Simon

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